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BONIFICA SITI INQUINATI |
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ALLEGATO 2 Procedure
di riferimento per il prelievo e l'analisi dei campioni Criteri
Generali I
criteri descritti nel presente allegato si applicano ad ogni fase di indagine,
campionamento e analisi da svolgere per la caratterizzazione dei siti inquinati,
tra cui: 1
- Campionamenti, indagini e analisi da svolgere, a carico dei privati o
dellautorità pubblica, per accertare il superamento dei valori di
concentrazione limite accettabili stabiliti nellallegato 1, inserire il sito
nellAnagrafe dei siti da bonificare e procedere alla presentazione del
progetto di bonifica. Qualora lautorità competente ritenga che il
campionamento e le analisi svolte non siano corrispondenti ai criteri di seguito
indicati, potrà richiedere approfondimenti e modifiche di indagine e potranno
essere svolte analisi a carico dellautorità pubblica 2
- Piano di investigazione iniziale così come indicato nellallegato 4 3
- leventuale investigazione di dettaglio così come indicato nellallegato
4 4.
- ogni altro campionamento, indagine e analisi finalizzati alla definizione del
livello di inquinamento e della redazione del progetto di bonifica. Il
campionamento, le indagini e le analisi da condurre su un sito potenzialmente
inquinato e sullambiente circostante da questo influenzato devono garantire
di: -
individuare tra tutte le possibili fonti presenti nel sito quelle che hanno
effettivamente determinato la situazione di inquinamento. Le fonti potenziali di
inquinamento sono definite sulla base della caratterizzazione del sito condotta
secondo le indicazioni dellallegato 4 e comprendono: luoghi di accumulo e
stoccaggio di rifiuti e materiali pericolosi, vasche e serbatoi fuori terra o
interrati, pozzi disperdenti, cumuli di rifiuti in contenitori o dispersi,
tubature, fognature. Particolare
attenzione deve essere rivolta ad individuare, sulla base della descrizione
dettagliata del sito fornita con il Piano della caratterizzazione e il Modello
Concettuale, quali attività svolte sul sito possono aver determinato incidenti,
sversamenti, accumuli, perdite di sostanze inquinanti, come ad esempio le
attività di carico e scarico o di immagazzinamento. Il campionamento deve
inoltre essere mirato a controllare il funzionamento presente e pregresso di
impianti, apparecchiature, accessori o altre strutture contenti prodotti
pericolosi, tra questi rientrano le linee di produzione, trasporto materiali
allinterno del sito, le linee fognarie, eccetera. -
verificare l'esistenza di inquinamento di suolo, sottosuolo, materiali di
riporto, acque superficiali e sotterranee, atmosfera; definire il grado,
lestensione volumetrica dellinquinamento e la presenza di eventuali
focolai di contaminazione; delimitare il volume delle aree di interramento di
rifiuti -
individuare le possibili vie di dispersione e migrazione degli inquinanti dalle
fonti e rilevare la concentrazione delle sostanze inquinanti nelle diverse
matrici ambientali (suolo e sottosuolo, acque superficiali e sotterranee,
atmosfera del suolo, atmosfera, polveri) influenzate dal sito -
definire, in particolare, la ricostruzione delle caratteristiche geologiche ed
idrogeologiche dellarea ed ottenere i parametri necessari a condurre nel
dettaglio lanalisi di rischio, tra cui ad esempio permeabilità degli
acquiferi, caratteristiche pedologiche dei suoli, grado di saturazione in acqua,
capacità di assorbimento dei suoli -
definire le vie di esposizione di bersagli umani ed ambientali alle sostanze
inquinanti ed individuare i bersagli da sottoporre eventualmente ad indagine
diretta -
valutare la possibilità di trasporto eolico di contaminanti -
valutare la possibilità di passaggio degli inquinanti nella catena alimentare. A
tal fine devono essere definiti: -
ubicazione e tipologia delle indagini da svolgere, sia di tipo diretto, quali
perforazioni, che indiretto, come i rilievi geofisici, e caratteristiche
tecniche degli strumenti utilizzati -
piano di campionamento di suolo, sottosuolo, materiali di riporto, rifiuti,
acque sotterranee e superficiali, atmosfera e piano di analisi chimico-fisiche o
di altro tipo -
profondità da raggiungere con le perforazioni, assicurando la protezione degli
acquiferi profondi ed evitando il rischio di contaminazione indotta dal
campionamento -
il piano di analisi e le metodiche analitiche -
le metodologie di interpretazione e restituzione dei risultati Selezione
dellubicazione dei punti di campionamento Lubicazione
dei punti di campionamento deve essere stabilita in modo da corrispondere agli
obiettivi indicati nei criteri generali. Per
ogni matrice ambientale investigata (suolo, sottosuolo, materiali di riporto,
acque sotterranee, acque superficiali, atmosfera del suolo) e per gli ammassi di
rifiuti stoccati, si possono presentare due principali strategie per selezionare
lubicazione dei punti di sondaggio e prelievo: 1.
la scelta è basata sulla caratterizzazione del sito e sul modello concettuale
fornito e può essere mirata a verificare le ipotesi formulate sulla presenza di
contaminanti o sulle caratteristiche ambientali del sito 2.
la scelta della localizzazione dei punti è effettuata sulla base di un criterio
di tipo casuale o statistico, ad esempio campionamento sulla base di una griglia
predefinita o casuale; questa scelta è da preferirsi ogni volta che le
dimensioni dellarea o la scarsità di informazioni storiche e impiantistiche
sul sito non permettano di ottenere una caratterizzazione soddisfacente e di
prevedere la localizzazione delle più probabili fonti di contaminazione. Suolo,
sottosuolo e materiali di riporto eventualmente presenti in loco Data la particolare eterogeneità delle matrici ambientali suolo, sottosuolo
e acque sotterranee, il campionamento e le analisi dovranno essere effettuate in
modo da fornire un campione rappresentativo della reale concentrazione di una
determinata sostanza nello spazio, cioè nellarea e nel volume campionati, e
levoluzione della concentrazione nel tempo. Nel
caso in cui si proceda con una disposizione a griglia, il lato di ogni maglia
potrà variare da 25 a 100 m a seconda del tipo e delle dimensioni del sito
oggetto di indagine. I punti di indagine possono essere localizzati in
corrispondenza dei nodi della griglia (ubicazione sistematica) oppure
all'interno di ogni maglia in posizione opportuna (ubicazione sistematica
casuale), oppure posizionati casualmente allinterno delle maglie della
griglia a seconda dei dati conoscitivi ottenuti dalla fase di indagine
preliminare o della situazione logistica (presenza di infrastrutture, eccetera). Sulla
base delle dimensioni del sito da investigare si possono fornire le seguenti
indicazioni: <
10.000 m2: almeno 5
punti 10.000
- 50.000 m2: da 5 a
15 punti 50.000
- 250.000 m2: da 15
a 60 punti 250.000
- 500.000 m2: da 60
a 120 punti >
500.000 m2: almeno 2
punti ogni 10.000 m2 La profondità del prelievo di suolo, sottosuolo o materiali di riporto
varia con la necessità di caratterizzare larea dal punto di vista geologico
e idrogeologico, di definire la profondità dellinquinamento, la variabilità
orizzontale e verticale della contaminazione, la presenza di contatto diretto
tra gli acquiferi e le fonti di inquinamento e deve essere definita in fase di
stesura del piano di investigazione iniziale o di dettaglio. La frequenza dei
prelievi in senso verticale potrà essere modificata e integrata sulla base
delle osservazioni effettuate in sede di campionamento e dellomogeneità
idrogeologica degli strati attraversati. La
scelta del tipo di perforazione deve essere guidata dalle necessità conoscitive
poste dal singolo caso tenendo conto del tipo di terreno da perforare nonché
dalla necessità di conoscere con esattezza la litologia e la sua successione
nel sottosuolo, di effettuare il prelievo di campioni indisturbati o
rimaneggiati di terreno, considerando anche l'eventuale presenza di inquinanti
volatili e la necessità di installare piezometri. Nell'esecuzione
dei campionamenti di terreno e di materiali interrati occorre adottare cautele
al fine di non provocare la diffusione di inquinanti, a seguito di eventi
accidentali quali la rottura di fusti interrati o di diaframmi impermeabili.
Occorre inoltre porre molta attenzione, in fase di sondaggio, nell'evitare di
attraversare strati impermeabili sottostanti o livelli di terreno inquinato e
diffondere la contaminazione. La profondità di campionamento potrà quindi
essere limitata o ridotta nei casi in cui la realizzazione di un carotaggio o la
messa in opera di un piezometro possano costituire rischio di contaminazione per
altri strati geologici e o acquiferi creando una via preferenziale di diffusione
degli inquinanti. Il
carotaggio deve essere effettuato con metodi di perforazione a secco senza
fluido di perforazione, usando un carotiere di diametro idoneo a prelevare
campioni indisturbati ed evitando fenomeni di surriscaldamento. In particolare
si propone il metodo di perforazione a percussione con "campionatore a
pareti spesse", che permette in carotaggio integrale e rappresentativo del
terreno con recupero > 85%. Le
perforazioni dovranno essere eseguite evitando limmissione nel sottosuolo di
composti estranei, adottando i seguenti accorgimenti: rimozione dei lubrificanti
dalle zone filettate; uso di rivestimenti, corone e scarpe non verniciate;
eliminazione di gocciolamenti di oli dalle parti idrauliche; pulizia dei
contenitori per lacqua; pulizia di tutti le parti delle attrezzature tra un
campione e laltro. Nel
caso di presenza di materiali di riporto (quali scorie di fonderia, ceneri,
materiali di demolizione, materiali terrosi), lubicazione dei campionamenti
dovrà permettere di caratterizzare ogni porzione di territorio occupata da tali
materiali, il loro stato di contaminazione e le caratteristiche chimico-fisiche
di tali materiali che possono influire sui successivi trattamenti di bonifica. Rifiuti Nel caso si debba caratterizzare la presenza di rifiuti e il volume di
materiali presenti in ammassi o discariche di cui non si conoscano le dimensioni
può essere necessario adottare metodi di indagini non invasivi che permettano
la ricostruzione dei profili. Per
il campionamento dei rifiuti può risultare utile provvedere al campionamento
mediante escavazione in modo da permettere di prelevare un ammontare
significativo e di osservare la variazione quali-quantitativa degli accumuli di
rifiuti con la profondità e il periodo di deposizione. Acque
sotterranee Particolare attenzione deve essere posta a definire i punti di prelievo
sulla base della caratterizzazione idrogeologica dellarea e del modello
concettuale del sito e delle caratteristiche dellacquifero che si intende
campionare (ad esempio superficie piezometrica, permeabilità, direzione
prevalente del flusso) in modo da poter caratterizzare univocamente
linfluenza del sito sulle caratteristiche complessive degli acquiferi in
esame e la mobilità degli inquinati nelle acque sotterranee per la profondità
rilevante. Almeno
l dei piezometri per ciascun acquifero considerato deve essere installato
immediatamente a monte del sito (in senso idrogeologico) in modo da costituire
il valore di riferimento delle acque sotterranee in "ingresso"
all'area oggetto di indagine ed almeno l per ciascun acquifero considerato deve
essere localizzato immediatamente a valle del sito, in modo da verificare le
caratteristiche delle acque di falda in "uscita" dal sito. I
piezometri dovranno essere realizzati a carotaggio continuo ed essere costituiti
da materiali compatibili con gli inquinanti presenti nel sito, devono avere
filtri di apertura adeguata in corrispondenza degli acquiferi da campionare e
della relativa granulometria; si forniscono le seguenti linee guida per
linstallazione dei piezometri: area
minore o uguale a 50.000 m2 = almeno 4 area
compresa tra 50.000 e 100.000 m2 = almeno 6 area
compresa tra 100.000 e 250.000 m2 = almeno 8 area
maggiore di 250.000 m2 =
almeno 1 ogni 25.000 m2 La profondità dei piezometri dovrà comunque interessare almeno la base del
primo acquifero individuato e comunque profondità non inferiori a due terzi
dello spessore dellacquifero stesso. Eventuali falde sospese dovranno essere
considerate individualmente, al fine di una completa ricostruzione idrogeologica
dellarea. Il
numero e lubicazione dei piezometri potranno essere integrati sulla base dei
risultati delle analisi chimico-fisiche e della definizione dei focolai di
contaminazione, in modo da controllare nel tempo leffetto dei singoli focolai
su tutti gli acquiferi potenzialmente interessati dai fenomeni di
contaminazione. Atmosfera
del suolo Il prelievo dei gas interstiziali, finalizzato alla valutazione del
contenuto in suolo, sottosuolo o acque sotterranee di sostanze volatili, è
definito sulla base della possibile localizzazione di tali sostanze. Questo tipo
di analisi può essere di ausilio nella definizione preliminare di aree ad
elevata concentrazione di sostanze volatili, da sottoporre successivamente ad
indagini dirette di suolo, sottosuolo e acque sotterranee. Acque
superficiali Oltre ai criteri già indicati per definire la rappresentatività del
campione, per i corsi d'acqua superficiali è necessario caratterizzare la
situazione chimica e ambientale a monte del sito, nel tratto mediano ed a valle,
lungo il senso di scorrimento del corpo idrico, in modo da definire gli effetti
derivanti dalla presenza di inquinamento nel sito. Nel
caso di laghi, lagune o mare, si deve operare il campionamento secondo la
disposizione "a transetto", con tre transetti (a monte, a valle e
mediano), con spaziatura longitudinale e trasversale dipendente dalle dimensioni
del corpo idrico e con almeno tre prelievi verticali per ogni punto. Campioni
del fondo naturale I campioni prelevati da aree adiacenti il sito nelle quali si ha la certezza
di assenza di contaminazione derivante dal sito e da altre attività antropiche
sono definiti campioni del fondo naturale, sono utilizzati per determinare i
valori di concentrazione delle sostanze inquinanti per ognuna delle componenti
ambientali rilevanti per il sito in esame; nel caso di campionamento di suoli,
la profondità ed il tipo di terreno da campionare dovrebbe corrispondere a
quelli dei campioni raccolti nel sito. Il
numero dei campioni varia in funzione delle caratteristiche generali e
idrogeologiche dellarea, non dovrà comunque essere inferiore a tre campioni
prelevati nellintorno del sito. Campioni
di controllo Due controcampioni ufficiali devono essere prelevati dal responsabile degli
interventi di bonifica: un campione per permettere allautorità competente di
approfondire le indagini o eseguire verifiche sui valori di concentrazione
risultanti dalle analisi; un campione dovrà essere conservato, conformemente ai
criteri di qualità di seguito indicati per eventuali contestazioni e
controanalisi. Modalità di prelievo, conservazione
e trasporto dei campioni La qualità dei risultati delle analisi può essere fortemente compromessa
da una esecuzione non corretta delle fasi di campionamento, immagazzinamento,
trasporto e conservazione dei campioni, occorre quindi che ognuna di queste fasi
sia sottoposta ad un controllo di qualità mirato a garantire: -
lassenza di contaminazione derivante dallambiente circostante o dagli
strumenti impiegati per il campionamento e prelievo -
lassenza di perdite di sostanze inquinanti sulle pareti dei campionatori o
dei contenitori -
la protezione del campione da contaminazione derivante da cessione dei
contenitori -
unadeguata temperatura al momento del prelievo per evitare la dispersione
delle sostanze volatili -
unadeguata temperatura di conservazione dei campioni -
lassenza di alterazioni biologiche nel corso dellimmagazzinamento e
conservazione -
lassenza in qualunque fase di modificazioni chimico-fisiche delle sostanze -
la pulizia degli strumenti e attrezzi usati per il campionamento, il prelievo,
il trasporto e la conservazione I prelievi di suolo, sottosuolo e materiali di riporto devono essere
effettuati a secco, senza ricorrere allausilio di fluidi o fanghi; durante la
perforazione, in particolare quando debbano essere ricercati contaminanti
volatili o termodegradabili, il terreno non deve subire surriscaldamento; la
velocità di rotazione deve essere moderata in modo da ridurre lattrito tra
suolo e attrezzo campionatore, ovvero ricorrere a sistemi di percussione se si
opera in ambienti in cui non vi sia rischio di generare esplosività. La
pulizia delle attrezzature deve essere eseguita con mezzi o solventi compatibili
con i materiali e le sostanze di interesse, in modo da evitare fenomeni di
contaminazione incrociata o perdita di rappresentatività del campione. La
formazione dei campioni da sottoporre alle analisi deve avvenire al momento del
prelievo del materiale, in modo da impedire la perdita di sostanze volatili: a
questo proposito, la pratica di riporre il materiale estratto in cassette
regolatrici e procedere successivamente alla formazione del campione può essere
adottata solo in assenza di sostanze volatili. Nel caso siano presenti sostanze
volatili la rappresentatività del campione dovrà essere garantita
privilegiando le condizioni che garantiscono la conservazione della
concentrazione originale. Per
lanalisi di sostanze che possono essere presenti in fase di galleggiamento
alla superficie della falda, si dovrà prevedere un campionamento dellacqua
con strumenti posizionati in modo da permettere il prelievo del liquido
galleggiante in superficie ed evitare diluizioni con acque proveniente da
maggiore profondità. In
particolare, per le acque sotterranee le analisi dovranno essere eseguite su di
un campione prelevato in modo da ridurre gli effetti indotti dalla velocità di
prelievo sulle caratteristiche chimico-fisiche delle acque, quali ad esempio la
presenza di una fase colloidale o la modifica delle condizioni di
ossidoriduzione che possono portare alla precipitazione di elementi
solubilizzati nelle condizioni naturali degli acquiferi. Prima del prelievo di
acqua sotterranea, i piezometri andranno adeguatamente spurgati fino ad
ottenimento di acqua chiara e comunque per un tempo non inferiore al ricambio di
tre-cinque volumi dacqua allinterno del pozzetto/piezometro. Le
analisi delle acque sotterranee devono essere eseguite sul campione tal quale,
per ottenere la determinazione della concentrazione totale delle sostanze
inquinanti. Dal
materiale estratto da ogni posizione di sondaggio devono essere prelevati
campioni diversi a profondità prestabilite. Per suolo, sottosuolo e materiali
di riporto il campionamento deve permettere di ricostruire l'andamento della
concentrazione degli inquinanti lungo il profilo in esame. In ogni caso, i
campionamenti dovrebbero riguardare tutti i singoli strati omogenei, non
trascurando quelli evidentemente anomali. Un
apposito campione dovrà essere prelevato nel caso in cui si debba provvedere
alla classificazione granulometrica del terreno, raccogliendo parte del
campione, ottenuto con il metodo delle quartature come indicato da IRSA-CNR,
quaderno 64 del gennaio 1985. Leventuale
selezione e scarto di materiali non omogenei alla matrice da analizzare potrà
avvenire solo in laboratorio, dopo aver accertato che il materiale da vagliare
non contribuisca alla contaminazione, in caso contrario anche questo materiale
andrà adeguatamente analizzato e caratterizzato, come indicato in allegato 1. Quando
sono oggetto di indagine rifiuti interrati, in particolare quando sia prevista
la loro rimozione e smaltimento come rifiuto, può essere appropriato procedere
al prelievo e all'analisi di un campione medio del materiale estratto da ogni
posizione di sondaggio. La
scelta del contenitore in cui riporre il campione va effettuata in funzione
delle caratteristiche dell'inquinante, in modo da garantire la minore
interazione tra le sostanze inquinanti e le pareti del contenitore. Nei casi di
inquinanti organici sono da utilizzarsi contenitori in vetro o in teflon, a
chiusura ermetica; per i campioni destinati alla ricerca di metalli possono
essere impiegati anche contenitori in polietilene. I contenitori devono essere
completamente riempiti di campione, sigillati, etichettati ed inoltrati subito
al laboratorio di analisi, insieme con le note di prelevamento. Nel caso siano
da determinare inquinanti facilmente degradabili e volatili e la consegna dei
campioni ai laboratori di analisi non possa avvenire in tempi brevi, si dovrà
procedere alla conservazione dei campioni stessi in ambiente refrigerato. In
subordine, sarà da considerare l'aggiunta di sostanze conservanti, che non
interferiscano con le analisi. Analisi
di laboratorio Lautorità pubblica in sede di approvazione del piano di investigazione
iniziale o delleventuale investigazione di dettaglio potrà richiedere
leffettuazione di test di eluizione, con particolare riferimento ai
contaminanti inorganici e microinquinanti metallici, anche al fine di valutare
la biodisponibilità di queste sostanze. Le condizioni da riprodurre nel test di
eluizione dovranno essere le più simili a quelle riscontrate nel suolo e
sottosuolo in termini di pH, potenziale di ossidoriduzione, conducibilità,
eccetera il tempo di contatto solido/liquido non dovrà essere inferiore alle 24
ore. Nell'esecuzione
delle analisi devono essere rispettate le seguenti prescrizioni: -
eseguire le analisi di laboratorio nel più breve tempo possibile dal momento
del prelievo -
redigere e presentare allautorità competente una relazione indicando, per
ogni parametro analizzato, i metodi usati ed i relativi limiti di rilevabilità -
adottare metodi di analisi ufficiali riconosciuti a livello nazionale e/o
internazionale -
effettuare analisi di campioni a concentrazione nota, campioni di riferimento
standard, individuando le percentuali di recupero del metodo analitico adottato Le analisi devono essere svolte in laboratori pubblici o privati che
garantiscano di corrispondere ai necessari requisiti di qualità. Criteri per il controllo della qualità
delle operazioni di campionamento e analisi Ai fini di garantire il controllo e la qualità delle operazioni di
campionamento dovrà essere predisposta appropriata documentazione delle attività
che consenta la rintracciabilità dei campioni prelevati dal sito e inviati
presso il laboratorio di analisi; tale documentazione deve includere anche le
azioni di controllo delle attività svolte in campo ed in laboratorio. Di
seguito si riporta una sintesi della documentazione da redigere: -
registro per la raccolta organizzata delle informazioni di campo: localizzazione
del sito, tempistica delle operazioni svolte, scopo delle attività e
quant'altro serva a descrivere univocamente le operazioni svolte -
identificazione univoca dei campioni, data, ora e luogo di prelievo,
denominazione del campione, profondità e temperatura di campionamento, analisi
richiesta, e dati relativi ai contenitori, materiale, capacità, sistema di
chiusura, grado di pulizia -
numero dei punti di misura, numero di sottocampioni, numero di repliche delle
analisi -
quantità del campione raccolta, in relazione al numero ed alla tipologia dei
parametri da determinare (e quindi delle metodologie analitiche da adottare) -
precisione delle determinazioni analitiche -
misure di sicurezza per gli operatori (rischio di contatto con gli inquinanti,
rischio di ingestione accidentale, rischio da inalazione, rischi dovuti alle
attrezzature utilizzate, rischio dovuto a radiazioni, eccetera) ed
equipaggiamento di sicurezza necessario -
pulizia e decontaminazione dell'attrezzatura di campionamento (modalità e
sostanze utilizzate) -
modalità di contenimento, trasporto e conservazione dei campioni -
etichettatura dei campioni, tramite apposizione di cartellini con diciture
annotate con penna ad inchiostro indelebile, da riportare sul verbale di
campionamento che potrà essere redatto in analogia con quanto previsto dalla
normativa in materia di rifiuti -
protocollo di campionamento ed analisi, descrizione delle procedure di
campionamento e di analisi -
modalità di elaborazione, presentazione ed archiviazione dei dati. Elaborazione
ed interpretazione dei dati Tutti
i risultati analitici ricavati nel corso delle fasi di indagine costituiscono la
base di dati a cui riferirsi per definire il modello concettuale del sito e
definire il grado e lestensione della contaminazione nel sito e nellarea
da questo influenzata, mediante confronto con i valori di concentrazione limite
accettabili di cui allallegato 1. Lelaborazione
dei risultati analitici deve esprimere lincertezza del valore di
concentrazione determinato per ciascun campione: in considerazione della
eterogeneità delle matrici suolo, sottosuolo e materiali di riporto la
deviazione standard per ogni valore di concentrazione determinato, da
confrontare con i valori di concentrazione limite accettabili, è stabilita nel
10%. Nella
relazione che accompagna la presentazione dei risultati delle analisi devono
essere riportati i metodi e calcoli statistici adottati nellespressione dei
risultati e della deviazione standard. I
risultati delle attività di indagine svolte sul sito e in laboratorio devono
essere espressi sotto forma di tabelle di sintesi, di rappresentazioni grafiche
e cartografiche, tra cui devono essere realizzate, come minimo: -
carte di ubicazione delle potenziali fonti di inquinamento -
carte dell'ubicazione delle indagini svolte e dei punti di campionamento e
misura, con distinzione tipologica -
carte piezometriche, con evidenziazione delle direzioni prevalenti di flusso e
dei punti di misura, derivate utilizzando anche punti esterni all'area -
carte di distribuzione degli inquinanti, sia in senso areale che verticale -
carte di ubicazione dei potenziali bersagli dell'inquinamento -
grafici rappresentanti la variazione temporale dellinquinamento. Nel caso di siti di interesse
nazionale potrà essere richiesta la realizzazione di una banca-dati
informatizzata collegata ad un Sistema Informativo Territoriale (SIT/GIS) per
permettere la precisa archiviazione di tutti dati relativi al sito e
allambiente circostante e dei risultati di ogni tipo di investigazione;
garantire la veloce interrogazione dei dati e la realizzazione di mappe
tematiche; definire levoluzione temporale dei fenomeni di inquinamento.
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